Molti genitori si trovano a dover interpretare i risultati delle analisi per la celiachia nei propri figli. Valori alterati possono generare ansia e interrogativi. Ecco una guida per capire meglio la situazione e cosa fare.
Interpretazione dei risultati delle analisi
Prendiamo ad esempio il caso di un bambino di 25 mesi con i seguenti risultati:
- Ab antitransglutaminasi IgA >100 (valori di riferimento: 0-5 negativo; 5-7 deb. Positivo; >7 positivo)
- Ab antigliadina IgG 92,92 (valori riferimento Ur/ml da 0-5 anni 0-60)
- Ab antigliadina IgA 181,30 (valori riferimento da 0-5 anni 0-40)
- IgA Antiendomisio (IFA) positivo
- Immunoglobuline Classe A 102 mg/dl (valori riferimento 20-100)
Questi risultati indicano una forte sospetta celiachia. In particolare, i valori elevati di Ab antitransglutaminasi IgA, Ab antigliadina IgG e IgA, insieme alla positività dell’IgA Antiendomisio, sono indicatori significativi.
Cosa fare in caso di sospetta celiachia
Di fronte a questi risultati, è fondamentale consultare immediatamente il pediatra o un gastroenterologo pediatrico. Sarà il medico a valutare attentamente la situazione clinica del bambino e a prescrivere ulteriori accertamenti.
È importante considerare che la celiachia può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui diarrea, perdita di peso, gonfiore addominale, irritabilità e affaticamento. Nel caso specifico, il bambino ha avuto forti diarree, un’infezione alle vie urinarie e intolleranza al lattosio, elementi che possono essere correlati alla celiachia.
Dieta senza glutine: il primo passo
In molti casi, il medico potrebbe consigliare di iniziare una dieta senza glutine, eliminando completamente alimenti contenenti frumento, orzo, segale e farro. È essenziale seguire attentamente le indicazioni del medico e di un nutrizionista per garantire una dieta equilibrata e completa.
Per seguire al meglio una dieta senza glutine, è utile avere a disposizione un ricettario specifico per bambini, in modo da preparare piatti gustosi e adatti alle loro esigenze.
Accertamenti diagnostici
Per una diagnosi definitiva di celiachia, è spesso necessaria una biopsia intestinale. Questo esame consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto dell’intestino tenue, che viene poi analizzato al microscopio. La biopsia permette di valutare i danni causati dal glutine alla mucosa intestinale.
In alcuni casi, possono essere prescritti anche test genetici per valutare la predisposizione alla celiachia. Tuttavia, è importante sottolineare che la presenza dei geni predisponenti non significa necessariamente che la persona svilupperà la malattia.
Monitoraggio e follow-up
Una volta diagnosticata la celiachia, è fondamentale seguire una dieta senza glutine a vita. Questo permette di controllare i sintomi, prevenire complicanze e migliorare la qualità della vita. Sarà necessario effettuare controlli periodici con il medico e il nutrizionista per monitorare lo stato di salute e adeguare la dieta alle esigenze del bambino.
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